Temporali violenti e grandine al Nord: ecco le zone più a rischio

Giulio Valenti

Giulio Valenti Categoria: Previsioni - Pubblicato il 20-08-2026

Energia atmosferica enorme, celle temporalesche capaci di raggiungere quote molto elevate e chicchi di grandine potenzialmente molto grossi, mentre al Sud il termometro sale fino a 42°C.

 

La fase temporalesca che sta per interessare le regioni settentrionali e la Toscana nord occidentale si presenta particolarmente intensa. Ed è proprio la Toscana settentrionale a meritare una certa attenzione. Guardando l'evoluzione dei principali modelli meteorologici emerge infatti uno scenario nel quale diverse zone del Nord Italia potrebbero essere interessate da una rapida formazione di celle temporalesche molto intense, con precipitazioni localmente abbondanti. Naturalmente gli accumuli indicati dalle mappe restano delle stime e vanno interpretati come tali, ma il segnale di una fase potenzialmente severa è piuttosto evidente.

Alla base di tutto c'è una grande quantità di energia disponibile nell'atmosfera. Il quadro diventa ancora più interessante perché i temporali sulle regioni settentrionali si svilupperanno mentre sulle regioni centrali e meridionali italiane affluirà aria molto calda. Questo richiamo caldo contribuirà ad alimentare ulteriormente l'instabilità, aumentando il contrasto tra le diverse masse d'aria presenti sulla Penisola.

 

Le zone dove i temporali potrebbero intensificarsi

L'attenzione va rivolta soprattutto alla Toscana settentrionale, alla Liguria e a gran parte delle regioni del Nord Italia. Tra le aree più interessate potrebbero esserci la zona dei laghi tra Piemonte e Lombardia, il territorio milanese, quello bergamasco e bresciano, oltre all'area del Lago di Garda. Attenzione anche alla fascia a nord del Po tra Veneto, Emilia e Romagna, fino al Friuli Venezia Giulia.

Proprio in queste zone aumenta il rischio di grandinate anche intense. Non è escluso inoltre che il sud dell'Emilia Romagna possa essere interessato da episodi di grandine di dimensioni considerevoli, soprattutto nel caso di celle temporalesche isolate e particolarmente organizzate.

La localizzazione precisa di questi fenomeni rimane però difficile. I modelli possono fornire indicazioni sul potenziale di grandine, ma non sono in grado di stabilire con certezza quale singola località verrà colpita. Per questo motivo è importante seguire l'evoluzione nelle ore immediatamente precedenti ai fenomeni e consultare i bollettini ufficiali della Protezione Civile, soprattutto prima di mettersi in viaggio.

 

Cosa mostrano le mappe per i prossimi giorni

La giornata di giovedì 20 agosto inizierà ancora in maniera relativamente tranquilla. Nelle prime ore del mattino le precipitazioni saranno concentrate soprattutto lungo l'arco alpino e appariranno ancora poco organizzate. Nel corso della giornata, però, la situazione tenderà a cambiare rapidamente, con la comparsa dei primi nuclei temporaleschi più strutturati tra le Alpi occidentali, il Piemonte settentrionale e le zone interne della Liguria a ridosso della Pianura Padana.

Il momento più delicato potrebbe arrivare venerdì 21 agosto. Il segnale temporalesco diventerà più esteso e interesserà buona parte del Settentrione, con particolare attenzione all'alta Lombardia, al Triveneto, al Golfo ligure e alla Toscana settentrionale. Non si tratterà necessariamente di precipitazioni continue. Al contrario, il rischio maggiore sarà legato a nuclei molto concentrati e intensi, capaci di scaricare grandi quantità di pioggia in tempi brevi.

Sabato 22 agosto la situazione dovrebbe spostarsi gradualmente verso est. Il Nord Ovest potrebbe iniziare a vedere un miglioramento, mentre Friuli Venezia Giulia e alto Adriatico rimarranno maggiormente esposti all'instabilità. Alcune celle potrebbero inoltre svilupparsi lungo la dorsale appenninica, con un coinvolgimento anche di parte del Centro Italia.

Per domenica 23 agosto è atteso un generale ridimensionamento dei fenomeni, anche se qualche temporale potrebbe ancora interessare i rilievi alpini. La tregua potrebbe però durare poco. Lunedì 24 agosto un nuovo impulso occidentale potrebbe infatti riportare instabilità sul Nord Ovest e sull'arco alpino, lasciando aperta la porta a una nuova fase temporalesca.

 

Il rischio grandine resta elevato

Uno degli aspetti più importanti di questa situazione riguarda proprio la grandine. L'atmosfera avrà infatti a disposizione molta energia e l'arrivo di aria più fresca in quota, pur non trattandosi di una vera irruzione fredda, contribuirà a rendere ancora più marcato il contrasto termico.

In questo contesto possono svilupparsi temporali molto organizzati, anche con strutture rotanti note come mesocicloni. Si tratta di rotazioni interne alla nube che possono contribuire a mantenere in vita la cella più a lungo e ad aumentarne l'intensità.

La Pianura Padana è inoltre una delle aree europee maggiormente esposte alla grandine di grandi dimensioni. Gli episodi osservati negli ultimi anni tra Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia mostrano quanto rapidamente possano svilupparsi fenomeni di questo tipo quando sono presenti le condizioni giuste.

Il meccanismo è abbastanza semplice: in basso si trova una grande quantità di calore e umidità, mentre in quota arriva aria più fresca. La differenza di temperatura tra i diversi livelli dell'atmosfera aumenta così l'instabilità e favorisce correnti ascensionali molto potenti. In alcune zone il calo termico potrebbe arrivare a sfiorare i 10°C, rendendo il quadro ancora più favorevole alla formazione di temporali intensi.

 

Temporali anche sul mare, dal Golfo ligure all'alto Adriatico

Un altro elemento da non trascurare riguarda la possibilità di temporali anche sulle aree marine. Particolarmente interessante è il segnale relativo al Golfo ligure, dove potrebbero formarsi celle temporalesche capaci successivamente di spostarsi verso la costa. In caso di sviluppo particolarmente intenso, non sono esclusi nubifragi, forti raffiche di vento e improvvisi allagamenti, soprattutto nelle vallate e nelle zone dove il deflusso dell'acqua può risultare più difficoltoso.

Situazione simile anche sull'alto Adriatico, soprattutto davanti alle coste del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Qui alcuni temporali potrebbero risultare particolarmente intensi e accompagnarsi anche a grandinate. L'area di Udine e il tratto di litorale antistante rientrano tra le zone che meritano attenzione.

Un segnale più debole di instabilità potrebbe interessare anche le coste tirreniche di Lazio e Campania. In queste zone lo scenario appare meno significativo, con possibilità soprattutto di addensamenti nuvolosi e qualche precipitazione associata a temporali che si sviluppano a quote elevate. Si tratta comunque di fenomeni difficili da prevedere con precisione, che possono occasionalmente interessare anche la Sardegna e alcune aree del Mezzogiorno.

 

Al Sud il caldo può raggiungere i 42°C

Mentre il Nord si prepara a una fase temporalesca movimentata, gran parte del Centro Sud sarà alle prese con una nuova risalita delle temperature. Sono possibili valori prossimi ai 40°C e, localmente, punte fino a 42°C, soprattutto in alcune zone della Sardegna e del Sud Italia.

Le temperature più elevate potrebbero interessare in particolare alcune aree di Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, mentre valori intorno ai 40°C non sono esclusi anche in settori del Lazio e dell'Umbria. Sarà quindi una fase molto calda, soprattutto nelle zone interne e lontane dall'influenza mitigatrice del mare.

Il quadro complessivo sarà caratterizzato da una forte avvezione di aria calda al Centro Sud e da una crescente instabilità al Nord. È proprio questo forte contrasto a rendere la situazione meteorologica particolarmente interessante e potenzialmente severa. La fase temporalesca potrebbe rappresentare uno dei passaggi più importanti dell'estate finora, mentre la parte finale di agosto continua a mostrare una marcata alternanza tra caldo intenso e improvvisi cambiamenti del tempo.

 

Quanto possono crescere le nubi temporalesche

In presenza di un'atmosfera così instabile, le nubi temporalesche possono raggiungere quote davvero notevoli. Nel Nord Italia un cumulonembo può normalmente svilupparsi fino a circa 10 14 chilometri di altezza.

Le supercelle più intense possono spingersi ancora più in alto, con la parte superiore della nube che può raggiungere circa 15 18 chilometri. Si tratta di valori già eccezionali per le nostre latitudini. I valori di oltre 20 chilometri che talvolta vengono riportati online appartengono invece soprattutto alle zone tropicali e non rappresentano una quota realistica per le normali condizioni della Pianura Padana.

Durante l'estate la tropopausa sulla Pianura Padana si trova generalmente intorno ai 12 13 chilometri, anche se può variare in funzione della situazione atmosferica. Il cumulonembo tende a crescere fino a quella quota e poi ad allargarsi lateralmente formando la caratteristica incudine, quella sommità piatta e brillante che può essere osservata anche a grande distanza.

Quando la corrente ascensionale all'interno della cella è particolarmente potente, la nube può però superare temporaneamente la tropopausa. È il fenomeno noto come overshooting top, una sorta di cupola che emerge sopra l'incudine. In presenza di correnti ascensionali molto intense, che possono raggiungere decine di metri al secondo, questa parte della nube può spingersi anche per alcuni chilometri oltre la sommità dell'incudine.

Quando un overshooting top è ben visibile, dal satellite oppure direttamente da terra, rappresenta spesso un segnale importante di una corrente ascensionale molto vigorosa. Non significa automaticamente che la cella produrrà fenomeni estremi, ma in un contesto già caratterizzato da forte energia e grande disponibilità di umidità è certamente un elemento da osservare con attenzione.

 

Le informazioni riportate sono state elaborate sulla base degli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici, tra cui ECMWF, European Centre for Medium Range Weather Forecasts, e il GFS, Global Forecast System. È importante ricordare che l'evoluzione prevista può ancora cambiare con i prossimi aggiornamenti, soprattutto per quanto riguarda la localizzazione, l'intensità e la durata dei temporali. Per questo motivo, le indicazioni andranno verificate alla luce dei nuovi dati disponibili.

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