Dopo Ferragosto cambia tutto: ecco la possibile via d’uscita dal caldo

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 11-08-2026

Caldo fino a 42°C in Italia, siccità in mezza Europa. L'erba ingiallita di Hyde Park, i 41°C della Pianura Padana, il refrigerio che fa sorridere e un'unica speranza appesa ai cicloni oceanici: ecco che cosa ci aspetta dopo Ferragosto.

 

Siccità diffusa in Europa e caldo estremo sull’Italia

Il caldo estremo continua a interessare l’Italia e non è certo un problema limitato al nostro Paese. In molte zone d’Europa la situazione della siccità è diventata particolarmente evidente. Basta guardare a Londra, dove l’erba di Hyde Park è ormai completamente ingiallita, un segnale molto chiaro della scarsità di piogge. La siccità riguarda anche la Francia, l’Olanda, il Belgio e la Germania, oltre naturalmente a diverse aree dell’Italia, dove da settimane si parla degli effetti della prolungata assenza di precipitazioni.

 

Ma da dove potrebbe arrivare una svolta? Per il momento bisogna guardare molto lontano, verso l’Oceano Atlantico. Le immagini satellitari mostrano infatti enormi sistemi nuvolosi che si muovono a ovest delle Isole Britanniche. Sono strutture cicloniche che, almeno per ora, non sembrano avere la forza necessaria per raggiungere direttamente il nostro Paese.

 

Nel frattempo il caldo continuerà a essere protagonista. I modelli matematici indicano valori davvero elevati, con punte fino a 41°C in Pianura Padana e localmente fino a 42°C nelle zone interne del Centro Italia. Situazione molto calda anche in Sardegna, dove i 40°C sono già stati raggiunti e superati nella giornata del 10 agosto.

 

Il caldo intenso non riguarda però soltanto l’Italia. Anche in Francia sono attesi valori intorno ai 40°C nelle aree occidentali. A Parigi si potrebbero raggiungere 37 o 38°C, mentre a Londra sono previsti circa 35°C. A Madrid il termometro potrebbe sfiorare i 40°C e nella Spagna meridionale si potrebbero raggiungere addirittura 42 o 43°C.

 

Numeri che raccontano una situazione anomala su gran parte del continente. I 35°C previsti a Londra, per esempio, assumono un peso diverso rispetto ai quasi 40°C di Madrid, proprio perché risultano molto più insoliti per il clima della capitale britannica. Lo stesso discorso vale per Parigi, dove temperature di questo livello rappresentano un’anomalia particolarmente significativa. In Italia, invece, Roma si avvicinerà alla soglia dei 40°C e anche Milano potrebbe raggiungere 38°C, con punte localmente vicine ai 40°C nelle zone più esposte al sole.

 

In Lombardia sono già stati registrati valori prossimi ai 39°C, temperature che ormai sembrano quasi normali nel pieno dell’estate. Eppure non è sempre stato così. Negli anni Settanta, un’estate con 30°C al Nord Italia poteva essere descritta come una vera ondata di caldo. In circa cinquant’anni lo scenario estivo è cambiato profondamente e le temperature che oggi consideriamo quasi abituali sarebbero state allora considerate eccezionali.

 

Dove potrebbe arrivare la svolta

La possibile via d’uscita dal caldo va cercata a ovest delle Isole Britanniche. Qui si osserva una vasta area nuvolosa associata a un sistema ciclonico oceanico. Un’altra struttura interessa la Scandinavia, dove infatti le temperature risultano in diversi casi inferiori alla media del periodo.

 

Il flusso atlantico scorre però principalmente a nord delle Isole Britanniche, coinvolgendo soprattutto l’Irlanda e la Scozia, per poi interessare la Scandinavia e spingersi verso la Russia europea. Proprio in quest’area si stanno osservando temperature spesso inferiori alla norma. Anche Mosca ha vissuto recentemente una fase più calda, ma con valori intorno ai 30°C, che per quella zona non rappresentano certo un record.

 

Per l’Italia, invece, la situazione rimane diversa. Le grandi strutture cicloniche presenti sull’Atlantico settentrionale non sembrano destinate a raggiungerci direttamente. Il loro movimento potrebbe quindi lasciare spazio all’espansione dell’Anticiclone Africano sul Mar Mediterraneo, mantenendo condizioni molto calde e stabili.

 

Le oscillazioni delle temperature saranno quindi limitate. Potremo avere qualche calo di 2, 3 o 4°C, ma parlare di vero fresco sarebbe decisamente prematuro. Anche durante queste fasi le temperature potrebbero restare sopra la media e spesso oltre i 30°C, con valori superiori ai 35°C in numerose località.

 

Il refrigerio che arriva ma non basta

Le temperature che potremmo considerare una sorta di refrigerio interesseranno soprattutto il Nord Italia e alcune zone del Centro Italia. Al Sud, soprattutto lungo le coste, sarà possibile scendere sotto i 35°C, mentre nelle aree interne il caldo continuerà a essere intenso, con valori frequentemente superiori a questa soglia.

 

Ancora più impressionante la situazione della Sardegna, dove anche durante le fasi relativamente meno calde si potrebbero raggiungere punte di 38°C nelle zone interne. Scenario simile anche in Sicilia, dove il caldo resterà protagonista. Insomma, quello che viene definito refrigerio rischia di essere soltanto una breve attenuazione di una fase calda che rimane comunque molto intensa.

 

Dopo Ferragosto possibile perturbazione estiva

Le proiezioni dei modelli matematici iniziano però a mostrare un possibile cambiamento nella seconda parte di agosto. Tra il 17 e il 19 agosto potrebbe infatti transitare una saccatura in quota, accompagnata da una fase di maggiore instabilità atmosferica. In altre parole, potrebbe arrivare una vera e propria perturbazione estiva, più organizzata rispetto ai normali temporali pomeridiani.

 

Il dettaglio interessante è che questa struttura potrebbe riuscire a mantenersi attiva anche nelle ore notturne. Le notti, infatti, continuano a essere molto calde, con temperature minime spesso superiori ai 20°C. Ci troviamo quindi in una situazione quasi tropicale, nella quale il forte calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera può alimentare la formazione di nubi temporalesche.

 

Il passaggio della perturbazione non dovrebbe però tradursi necessariamente in un peggioramento capace di compromettere le vacanze. Temporali e acquazzoni estivi, anche se localmente intensi, possono rappresentare una normale evoluzione del tempo nella seconda metà di agosto. Questo vale anche per il Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia, dove qualche episodio temporalesco dopo Ferragosto rientra perfettamente nella normale variabilità estiva.

 

Inoltre, nonostante l’instabilità, le temperature potrebbero restare complessivamente superiori alla media. Le masse d’aria presenti sull’Italia continueranno infatti ad avere caratteristiche tropicali e difficilmente si assisterà a un vero ritorno del fresco. I cali termici più evidenti potrebbero verificarsi soprattutto durante le fasi temporalesche, con effetti maggiormente percepibili sulle regioni settentrionali e, in parte, sul Centro Italia.

 

Il Mediterraneo molto caldo può diventare un fattore di rischio

L’aspetto che merita maggiore attenzione è però lo stato del Mar Mediterraneo. Un mare molto caldo, quando entra in contatto con masse d’aria più fresche provenienti dalle alte latitudini, può fornire una grande quantità di energia ai fenomeni temporaleschi.

 

È proprio in questo contesto che possono svilupparsi strutture temporalesche molto intense. Un esempio significativo è il derecho che in passato ha interessato la Corsica, con raffiche di vento superiori ai 220 km/h, per poi spostarsi verso nord e coinvolgere Liguria, Emilia, Toscana e successivamente il Nord Est italiano, fino all’Austria.

 

In quell’occasione il contrasto tra masse d’aria differenti contribuì alla rapida intensificazione dei temporali tra le Baleari e la Corsica. La struttura divenne estremamente organizzata e generò fenomeni violenti, tra cui fortissime raffiche di vento, grandinate e trombe d’aria, con conseguenze purtroppo drammatiche.

 

Questo non significa che un evento simile sia atteso dopo Ferragosto. Al momento non è possibile prevedere una situazione di questo tipo. Fenomeni così complessi sono infatti molto difficili da individuare con largo anticipo, soprattutto nel Mediterraneo occidentale.

 

Tra le Baleari e la Sardegna possono svilupparsi sistemi temporaleschi particolarmente intensi soprattutto quando il mare è molto caldo e arrivano infiltrazioni di aria più fresca dall’Oceano Atlantico. Le Baleari sono state colpite in passato da precipitazioni torrenziali e alluvioni, mentre anche la Sardegna ha sperimentato nubifragi accompagnati da fortissime raffiche di vento.

 

Si tratta di strutture temporalesche che possono assumere caratteristiche mesocicloniche, con un insieme di celle temporalesche molto potenti e una forte attività elettrica. È proprio per questo che, in presenza delle condizioni giuste, il rischio di nubifragi, grandine e raffiche di vento molto intense deve essere seguito con attenzione.

 

La spettacolare attività elettrica sulle Azzorre

Arriva anche una curiosità dall’Oceano Atlantico. Nei giorni scorsi le Isole Azzorre sono state interessate da una spettacolare tempesta elettrica, con una frequenza di fulminazioni davvero impressionante.

 

Durante la notte i lampi sono stati così numerosi da illuminare continuamente il cielo, creando uno spettacolo simile a un gigantesco fuoco d’artificio naturale. Un’attività temporalesca di questo tipo può verificarsi anche alle nostre latitudini, ma risulta particolarmente insolita in alcune delle isole atlantiche, comprese le Azzorre.

 

Anche in questo caso entra in gioco il contrasto tra masse d’aria differenti e la presenza di acque oceaniche molto calde. Quando l’atmosfera diventa sufficientemente instabile, l’energia disponibile può favorire la nascita di temporali molto intensi e ricchi di fulminazioni.

 

Quando arriverà davvero il refrigerio

La domanda principale resta quindi sempre la stessa: quando arriverà il vero refrigerio? Per il momento è ancora presto per parlare di una vera svolta. Tra il 17 e il 20 agosto potrebbe verificarsi un calo delle temperature, ma si tratterebbe soprattutto di una temporanea attenuazione del caldo.

 

Successivamente i modelli lasciano aperta la possibilità di una nuova fase calda. La grande struttura anticiclonica che protegge il Mediterraneo continua infatti a rappresentare un ostacolo importante per le perturbazioni atlantiche.

 

La speranza è che, con il passare dei giorni, qualche impulso più deciso riesca finalmente a indebolire questa struttura e ad aprire un varco verso il Mediterraneo. Se l’alta pressione dovesse perdere consistenza, le correnti più fresche provenienti dall’Atlantico potrebbero riuscire a spingersi verso sud e a modificare in maniera più significativa il quadro meteorologico.

 

Per ora, quindi, la situazione resta quella di un’estate ancora dominata dal caldo, con qualche possibile parentesi temporalesca dopo Ferragosto. Il vero cambio di stagione non è ancora all’orizzonte, ma i primi segnali di maggiore dinamicità atmosferica potrebbero rappresentare l’inizio di una fase diversa. E proprio il contrasto tra il caldo ancora intenso e le infiltrazioni più fresche potrebbe favorire temporali localmente forti, nubifragi e grandinate.

 

Insomma, dopo Ferragosto potrebbe arrivare una prima tregua, ma non ancora la fine del caldo. Per il vero refrigerio bisognerà attendere una maggiore erosione dell’anticiclone e un ingresso più deciso delle correnti atlantiche.

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