Weekend meteo, prima temporali al Nord poi caldo in arrivo ovunque

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 11-07-2026

Sabato cambia il tempo al Nord con temporali anche forti e rischio grandine, mentre il Centro Sud resta in prevalenza soleggiato. Da lunedì il caldo africano tornerà a farsi sentire su gran parte dell'Italia.

Oggi tra sole, afa e temporali nelle regioni del Nord

Sabato 11 luglio il tempo cambia soprattutto al Nord Italia, dove nel corso della giornata aumenteranno le nuvole con lo sviluppo di rovesci e temporali che dalle aree occidentali si sposteranno gradualmente verso est. In alcuni casi i fenomeni potranno risultare di forte intensità, per effetto dell'ingresso di aria più fresca in quota sopra un territorio ancora molto caldo.

 

Particolare attenzione tra Torino e Milano, dove tra il pomeriggio e la serata non si escludono temporali accompagnati da grandinate e da un temporaneo calo delle temperature. Non sarà il passaggio di una vera perturbazione, ma una fase di instabilità capace di liberare molta energia in poche ore. Con il trascorrere della serata il tempo tenderà comunque a migliorare.

 

Al Centro Italia il cielo sarà irregolarmente nuvoloso. Saranno possibili rovesci e temporali sulle regioni adriatiche e nelle zone interne di Toscana e Umbria, con fenomeni destinati ad attenuarsi entro sera. Sulla Sardegna prevarrà il bel tempo, fatta eccezione per qualche nube nelle aree montuose durante le ore più calde. Il Sud e la Sicilia continueranno invece a godere di condizioni in prevalenza stabili e soleggiate, con soltanto qualche isolato rovescio lungo i rilievi tra Calabria e Basilicata.

 

Le temperature massime subiranno un sensibile calo nelle zone del Nord interessate dai temporali, mentre cambieranno poco nelle aree che resteranno ai margini dei fenomeni. Situazione opposta al Sud e sulle Isole Maggiori, dove i valori continueranno ad aumentare. In Sardegna, soprattutto nelle pianure interne e a Cagliari, il caldo tornerà a essere intenso con temperature tipiche della piena estate.

 

Domenica ultimi temporali, poi il caldo africano tornerà protagonista

Domenica 12 luglio il cielo resterà a tratti nuvoloso sulle regioni adriatiche del Centro Sud, sull'Emilia Romagna e lungo i rilievi di Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove saranno ancora possibili alcuni temporali. I fenomeni risulteranno più probabili tra le Marche settentrionali e l'Emilia Romagna. Sul resto del Paese il tempo sarà stabile e soleggiato, con il ritorno del bel tempo anche su Bologna.

 

Lunedì 13 luglio il sole tornerà a dominare quasi ovunque. Soltanto durante le ore più calde potranno svilupparsi brevi rovesci a ridosso dei rilievi. Tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio il cielo si presenterà in prevalenza sereno o leggermente velato, mentre sulle Alpi non si escludono isolati temporali pomeridiani. Nel complesso sarà il ritorno dell'anticiclone a riportare il caldo intenso su gran parte dell'Italia, anche se qualche episodio di instabilità continuerà a interessare le zone montuose.

 

Perché il caldo tornerà a intensificarsi

Dalla Penisola Iberica è in movimento una massa d'aria molto calda che interesserà il Mar Mediterraneo e che, a partire da lunedì, si estenderà con decisione verso l'Italia. La Sardegna sarà tra le prime regioni a risentire di questa nuova fase, con temperature che nelle aree interne potranno avvicinarsi ai 40 gradi.

 

Si tratta dell'ennesima ondata di calore dell'estate, destinata ad arrivare poco dopo quella appena trascorsa. A favorire temperature così elevate contribuirà anche il Mediterraneo, che continua a mantenere valori superficiali superiori alla norma. Un mare molto caldo rende infatti più difficili le ore notturne, con notti tropicali e un minore raffrescamento.

 

Questa enorme quantità di calore rappresenterà anche il carburante ideale per lo sviluppo di temporali localmente intensi. Quando infiltrazioni di aria più fresca riusciranno a raggiungere l'Italia in quota, il contrasto con l'aria molto calda presente nei bassi strati potrà favorire la formazione di fenomeni anche violenti, un rischio che resterà presente perfino durante il dominio dell'anticiclone africano.

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