
Verso temporali violenti per una svolta meteo innaturale
Il caldo estremo che sta mettendo in difficoltà lItalia ha ormai raggiunto il suo picco, ma il tempo sta per cambiare. I primi segnali di cedimento dell'anticiclone subtropicale si vedranno già negli ultimi giorni di giugno, in un contesto ancora afoso e con temperature molto alte. Quando la calura arriva al massimo, il passaggio verso aria più fresca crea contrasti forti: l'instabilità diventa inevitabile e spesso si traduce in fenomeni intensi.
Questa è una stagione sbilanciata verso anomalie termiche profonde. È normale che d'estate faccia caldo, ma i valori recenti sono molto oltre la media. Le anomalie sull'Italia sono comunque inferiori a quelle registrate nel sud dell'Inghilterra e in Francia, così come in Germania, Paesi Bassi, Belgio e Danimarca, e rispetto a quelle previste su Polonia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e parte dei Balcani. In alcune aree si è arrivati anche a 20 °C sopra la norma: per capire l'entità, è come se a Milano o Roma, dove a fine giugno la media è intorno ai 28-29 °C, il termometro segnasse 48-49 °C.
Non a caso il caldo più intenso ha colpito soprattutto la Francia, dove si sono sfiorati i 45 °C. Lì la fase acuta sta già cedendo sotto violenti temporali con grandinate impressionanti, alcuni chicchi raggiungono i 10-12 cm di diametro. La Francia è molto esposta alle correnti oceaniche: quando una massa d'aria molto calda resta a lungo e poi viene sostituita da aria completamente diversa, i contrasti diventano estremi.
La svolta di inizio luglio a suon di temporali
L'Italia sente ancora gli effetti della fase più intensa che durerà fino all'inizio della prossima settimana. Poi assisteremo a un'inversione di tendenza verso condizioni più adatte al periodo. Il cambiamento sarà graduale: nei primi giorni della settimana crescerà l'attività temporalesca diurna, soprattutto al Nord, coinvolgendo anche le zone di pianura.
Successivamente arriverà il fronte che porrà fine alla grande ondata di caldo e aprirà la strada a aria più fresca. Tutto questo è atteso a metà settimana, con precipitazioni localmente molto intense che interesseranno gran parte del Paese e un calo netto delle temperature. L'incursione perturbata è prevista proprio per il primo giorno di luglio, con temporali forti sulle Alpi in avvio, poi il peggioramento più marcato tra pomeriggio e sera, estendendosi alle pianure di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le temperature caleranno nelle zone colpite dai temporali, mentre altrove il caldo potrebbe restare intenso. Questo passaggio repentino dal caldo anomalo a fenomeni violenti è proprio quello che ci aspettiamo quando il promontorio africano cede.
La svolta più netta è prevista per giovedì 2 luglio, quando il fronte temporalesco scorrerà rapidamente verso Centro e Sud, seguito da aria atlantica più fresca sospinta da correnti settentrionali. Le precipitazioni saranno a macchia di leopardo, soprattutto sulle aree adriatiche e interne; nel pomeriggio i temporali potranno estendersi verso il medio e basso versante tirrenico e raggiungere le coste, con possibili nubifragi. Al Nord il tempo tenderà a migliorare e a diventare più soleggiato.
Caldo spazzato via, ma pronto a tornare
Le temperature scenderanno in modo sensibile, riportandosi quasi ovunque vicino ai valori tipici del periodo. Quanto durerà il sollievo? Almeno fino alla fine della prossima settimana il caldo dovrebbe restare sopportabile, ma non è escluso un nuovo avanzamento dell'anticiclone africano più avanti. I modelli già indicavano quando l'ondata avrebbe cominciato ad allentare la morsa, ma basta poco per far risalire la colonnina di mercurio. Inoltre, rispetto al passato, le masse d'aria coinvolte sono mediamente più calde, motivo per cui le ondate di calore oggi sono più frequenti ed estese.
La Pianura Padana, una fabbrica di temporali
I contrasti più marcati in Italia si registrano spesso al Nord, soprattutto nella Pianura Padana. Qui, conosciuta anche come il Catino Padano, convivono temperature elevate e un'alta umidità: in inverno la valle trattiene l'aria fredda, d'estate accumula aria calda e molto umida, creando un clima tipicamente afoso.
È una situazione che favorisce fortemente i temporali. Quando in quota arriva aria più fredda, l'aria calda e umida dei bassi strati viene spinta verso l'alto e il contrasto può diventare esplosivo. A differenza della Francia, dove il calo termico può essere più graduale, in Pianura Padana la temperatura al suolo spesso non scende prima: l'aria fredda scende rapidamente attraverso l'arco alpino, innescando una forte estremizzazione. Ne derivano nubi imponenti e fenomeni che possono risultare devastanti.
Con il riscaldamento globale questa valle potrebbe diventare un'area ancora più favorevole alla formazione, in casi estremi, di tornado, più frequenti rispetto a oggi. Già adesso i temporali che colpiscono il Nord sono spesso intensi e frequenti su scala europea. Anche nell'Europa orientale si osservano temporali estremi, ma la peculiarità padana resta l'irruzione improvvisa di aria fredda in quota che scatena celle violente e grandinate.
Grandine e fulmini in aumento
Qualche anno fa in Veneto si verificò una grandinata con chicchi fino a 20 cm di diametro. Molte aree del Nord subirono grandinate distruttive, con danni a tetti, auto e colture: eventi che sono rimasti negli annali della meteorologia e dimostrano come i fenomeni possano diventare estremi con il cambiamento climatico.
L'Europa è il continente che si sta scaldando più rapidamente e l'Italia, in particolare il Nord, ne è coinvolta in pieno. Per questo, quando arriverà instabilità, come previsto all'inizio della settimana e nei primi giorni di luglio, i temporali potranno avere intensità elevata. Il refrigerio non sarà drastico: difficilmente vedremo valori sotto la media, piuttosto vicino ad essa, quindi resterà comunque energia a disposizione per alimentare temporali vigorosi.
Un altro aspetto da seguire è l'aumento dei fulmini estivi anche lungo la penisola, in Sardegna e in Sicilia, oltre che nelle regioni del centro-sud dove un tempo i temporali erano rari d'estate. Oggi questi fenomeni accadono più spesso e sono un ulteriore segnale del clima che cambia.
Le tendenze di luglio secondo l'ECMWF (Centro Meteo Europeo)
I modelli stagionali dell'ECMWF prospettano per luglio una circolazione media con alta pressione su Europa centro-occidentale e Mediterraneo centrale, più solida verso la penisola iberica e il Mediterraneo occidentale. Sulle zone centrali del continente l'anticiclone sarebbe meno compatto, favorendo lungo i suoi margini nord e est una maggiore vivacità atmosferica. Di conseguenza potremmo avere fasi calde e stabili alternate quasi settimanalmente a infiltrazioni di aria più fresca in quota provenienti dalla Francia o dai quadranti settentrionali.
Queste rotture non colpirebbero tutto il Paese allo stesso modo. Le regioni centro-meridionali, più esposte a correnti settentrionali lungo il bordo orientale dell'alta pressione, vedrebbero temporali più ricorrenti; il Nord avrebbe instabilità presente ma più sporadica. La proiezione delle piogge mostra un'anomalia positiva al Centro-Sud, con quantitativi mediamente superiori del 10-20% rispetto alla norma, fino al 30% in più in alcuni settori appenninici tra Abruzzo e l'est del Lazio, nell'entroterra campano, nelle aree interne pugliesi e in Lucania, oltre che su parte della Sicilia orientale. Piogge nella media su Toscana, Emilia Romagna e basse pianure del Nord, leggermente sotto la norma sui settori alpini.
Sul fronte termico l'ECMWF indica temperature sopra la media su tutta l'Italia, con scarti più frequenti di 2-4 °C. Sono attese fasi torride alternate a periodi più miti, con la prima decade più fresca e valori più elevati nella seconda e terza. In Pianura Padana i picchi potranno localmente avvicinarsi o toccare i 40 °C, soglia già raggiunta in Germania e superata in Francia nei giorni scorsi. Non sorprende quindi che si parli di un luglio in crescendo.
Un'estate sempre più calda
Questa situazione ha creato molte difficoltà, soprattutto per chi non è abituato a climi così estremi. Si discute della necessità di ripensare edifici, strade e arredi urbani per difendersi anche dal caldo estivo, non solo dal freddo invernale. Nei Paesi mediterranei l'uso del condizionatore è diffuso; in Francia era meno comune, e questo ha creato problemi seri, perfino vittime e scene di corsa ai ventilatori e ai climatizzatori.
Luglio promette di essere un mese impegnativo: l'alta pressione africana si alternerà a fasi temporalesche intense, non solo al Nord ma anche al Centro-Sud, in Sardegna e Sicilia. I temporali interesseranno soprattutto le zone interne e a tratti le coste; al Nord colpiranno in particolare l'alto versante adriatico, meno quello ligure. Il mese potrebbe riservare cambiamenti rapidi: una prima decade più fresca, seguita da un'ondata di caldo intensa, un possibile peggioramento atlantico a metà mese, potenzialmente violento per l'energia accumulata, e infine una nuova fiammata verso la fine. Avremo quindi un'estate decisamente calda, con luglio che rappresenta il cuore della stagione e si collega strettamente a giugno. Per agosto ci sono già alcune indicazioni che verranno approfondite in un prossimo articolo.
