
Tra gli scenari atmosferici che stanno attirando maggiormente l’attenzione in questi giorni c’è quello relativo alla terza decade di settembre. Le simulazioni continuano infatti a mostrare la possibilità di una configurazione piuttosto particolare, con le figure bariche disposte lungo i meridiani, in un assetto che per certi aspetti ricorda dinamiche più tipiche della stagione fredda. Da una parte avremmo un anticiclone subtropicale ben strutturato, soprattutto sull’Europa centro occidentale, dall’altra una discesa verso sud, lungo il suo fianco orientale, di aria più fredda per il periodo e di origine baltica.
Una configurazione di questo tipo, quando viene individuata dai modelli a oltre una settimana di distanza, presenta inevitabilmente ancora molte incognite. Il disegno generale può anche essere confermato, mentre resta molto più difficile stabilire quanto l’Italia possa essere coinvolta dalla discesa fredda. Anche uno spostamento relativamente contenuto delle figure atmosferiche può infatti cambiare sensibilmente gli effetti sul nostro Paese. Basta che l’anticiclone si posizioni qualche centinaio di chilometri più a est o più a ovest per determinare una penetrazione più diretta dell’aria fredda sulla Penisola oppure un semplice passaggio ai suoi margini.
Modelli ancora divisi tra ECMWF, UKMO e DWD
Le ultime elaborazioni dei principali modelli matematici mostrano ancora una certa variabilità e, soprattutto, differenze piuttosto evidenti tra i diversi centri di calcolo. Fino a ieri il modello europeo ECMWF proponeva una saccatura baltica in grado di spingersi con decisione verso il Mediterraneo centrale. In questo scenario l’aria fredda avrebbe prodotto un calo termico piuttosto evidente e un aumento dell’instabilità, soprattutto sulle zone italiane più esposte, vale a dire quelle adriatiche e meridionali.
L’ultimo aggiornamento mattutino ha però modificato in parte questo scenario, collocando l’anticiclone qualche centinaio di chilometri più a est. Di conseguenza, la discesa fredda risulterebbe meno incisiva sull’Italia. Il calo delle temperature resterebbe comunque possibile lungo i versanti adriatici e al Sud, ma con valori meno marcati e con effetti più limitati sul fronte dell’instabilità.
Una lettura differente arriva invece da altri importanti modelli europei, come l’inglese UKMO e il tedesco DWD. Le loro simulazioni, pur con differenze nell’evoluzione e nelle tempistiche, continuano a ipotizzare tra il 24, 25 e 26 settembre una maggiore penetrazione delle correnti fredde continentali verso l’Italia. In questo caso gli effetti sarebbero più evidenti sia sulle temperature sia sull’instabilità atmosferica.
Il quadro medio atteso fra il 22 e il 26 settembre
Al momento è ancora presto per stabilire quale delle diverse ipotesi finirà per prevalere. Il quadro resta infatti aperto a possibili cambiamenti, ma la tendenza media delle elaborazioni disponibili suggerisce comunque una fase più fresca tra il 22 e il 26 settembre, soprattutto sul medio e basso Adriatico e sulle regioni meridionali.
Anche sul fronte dei fenomeni si potrebbe assistere a un aumento dell’instabilità. Le aree maggiormente interessate sarebbero ancora una volta quelle del Centrosud e la Sardegna orientale. Tra le zone potenzialmente più esposte figurano Abruzzo, Molise, Campania e il sud della Puglia, mentre una maggiore presenza di rovesci e temporali potrebbe interessare anche Calabria e Sicilia.
Piogge nella norma al Sud, meno fenomeni al Nord
Proprio sulle regioni meridionali le precipitazioni potrebbero risultare complessivamente nella norma, con la possibilità di accumuli localmente superiori alla media soprattutto sui settori meridionali della Calabria, sulle aree ioniche e sulla Sicilia.
Sul resto dell’Italia, invece, la presenza dell’alta pressione potrebbe risultare più evidente. In particolare sul medio e alto Tirreno e sulle regioni del Nord la componente anticiclonica potrebbe limitare l’arrivo dei fenomeni, favorendo una fase relativamente più asciutta e con un possibile deficit pluviometrico.
La situazione resta dunque ancora in evoluzione. Continueremo a seguire la dinamica della saccatura baltica, attesa nella prossima settimana soprattutto verso l’Europa orientale. Al momento il coinvolgimento dell’Italia appare più marginale e concentrato soprattutto su alcune aree, ma non è ancora escluso che la discesa fredda possa assumere una traiettoria più favorevole a un interessamento ampio del nostro Paese. Seguiranno ulteriori aggiornamenti con l’avvicinarsi dell’evento.
Questo articolo è stato redatto sulla base dei più recenti aggiornamenti dei principali modelli meteorologici, tra cui ECMWF (European Centre for Medium Range Weather Forecasts) e il Global Forecast System (GFS). Le elaborazioni dei modelli sono state interpretate per delineare l'evoluzione prevista delle condizioni meteorologiche sull'Italia.
