
L’estate 2026 sembra ormai avviata verso la sua conclusione. È una valutazione importante, soprattutto considerando quanto abbiamo vissuto negli ultimi mesi. Da giugno in poi, infatti, l’anticiclone africano ha mantenuto una posizione dominante, lasciando pochissimo spazio alle perturbazioni e alle incursioni più fresche.
Il risultato è stato un periodo caratterizzato da caldo intenso e da condizioni meteo climatiche spesso difficili da sopportare, anche quando temporali e fenomeni instabili hanno provato a interrompere questa lunga fase. Ora, però, qualcosa sembra finalmente muoversi. La circolazione atmosferica sul continente europeo potrebbe andare incontro a un cambiamento importante.
Già nelle ultime settimane le depressioni provenienti dal Nord Atlantico hanno iniziato a spingersi verso l’Europa settentrionale, portando un clima decisamente diverso rispetto a quello che abbiamo sperimentato alle nostre latitudini. Per vedere gli effetti di questa dinamica anche sull’Italia era necessario attendere, soprattutto a causa della presenza di una struttura anticiclonica particolarmente resistente.
Il lento indebolimento dell’alta pressione potrebbe però iniziare a dare i suoi frutti nel corso della prossima settimana, quando potrebbe concretizzarsi la prima vera fase di crisi della stagione estiva.
Potrebbe essere proprio questo il passaggio decisivo verso la conclusione dell’estate. I principali centri di calcolo internazionali continuano infatti a mostrare segnali favorevoli a un rafforzamento delle correnti nord atlantiche sull’Europa centro settentrionale, con una possibile successiva estensione anche verso i settori occidentali del continente.
Si tratta di un passaggio fondamentale per arrivare a un vero cambio di stagione. La circolazione proveniente dall’Atlantico potrebbe infatti assumere un ruolo sempre più importante nel corso delle prossime settimane. Non bisogna però dimenticare che le stagioni degli ultimi anni hanno mostrato un comportamento sempre meno regolare rispetto al passato.
Per questo motivo non possiamo escludere nuovi ritorni dell’anticiclone subtropicale. Anche nella parte restante di settembre potrebbero verificarsi nuove parentesi calde, con un temporaneo aumento delle temperature. La differenza, però, potrebbe essere rappresentata dalla durata e dall’intensità di queste eventuali fiammate.
L’estate potrebbe quindi non essere completamente archiviata da un giorno all’altro, ma difficilmente dovrebbe riproporre con la stessa continuità le condizioni di caldo estremo osservate nelle scorse settimane.
Le proiezioni mensili continuano inoltre a suggerire una seconda parte di settembre più dinamica e variabile rispetto alla prima.
Il possibile aumento della variabilità sarebbe legato soprattutto a una maggiore presenza delle depressioni nord atlantiche. Un segnale che, se confermato, rappresenterebbe un elemento importante in chiave autunnale.
Nel quadro atmosferico globale c’è però anche un altro fattore da tenere sotto osservazione: El Niño. Il fenomeno potrebbe raggiungere livelli di magnitudo particolarmente elevati e le sue eventuali conseguenze sulla circolazione atmosferica globale sono ancora difficili da quantificare con precisione.
Al momento non è possibile stabilire con certezza quali effetti potrà avere questa situazione sulla circolazione atmosferica europea. Ancora più complesso è capire come potranno evolvere le interazioni con l’Oceano Atlantico, che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima europeo.
Per questo motivo sarà necessario seguire l’evoluzione dei prossimi mesi senza trarre conclusioni troppo anticipate. I segnali attuali, però, indicano che la seconda parte di settembre potrebbe presentare caratteristiche sensibilmente diverse rispetto a quelle della prima.
La maggiore variabilità potrebbe tradursi in un alternarsi di fasi perturbate, temporali e periodi più caldi, con nuovi rialzi delle temperature possibili soprattutto durante le parentesi anticicloniche.
Potrebbe essere proprio questo il comportamento dominante nella seconda metà del mese. I modelli matematici a più lungo termine mostrano infatti contrasti termici piuttosto marcati tra le depressioni nord atlantiche e le eventuali ultime incursioni dell’aria calda proveniente dal Nord Africa.
Insomma, il passaggio verso l’autunno potrebbe essere ormai iniziato. L’estate 2026 sembra destinata a perdere gradualmente il suo predominio, lasciando spazio a una fase più movimentata e decisamente più vicina ai normali scenari di settembre.
