Dal 28 aprile tornano i temporali: ecco quanto durerà la fase di maltempo

Davide Nerini

Davide Nerini Categoria: Previsioni - Pubblicato il 25-04-2026

Entro la giornata di martedì 28 aprile assisteremo a un vero e proprio ribaltone meteo su tutti i fronti.

Il tempo stabile e soleggiato del weekend del 25 Aprile sta per lasciare spazio a un cambiamento netto. Subito dopo la festa della Liberazione, sull’Italia arriverà una fase completamente diversa, ben evidenziata anche dai principali modelli previsionali internazionali come ECMWF e GFS. Da Martedì 28 Aprile prenderà il via un periodo di instabilità diffusa che ci accompagnerà per diversi giorni, spingendosi fino all’inizio di Maggio. Si tratta di un peggioramento piuttosto duraturo, che merita attenzione.

 

Una configurazione instabile: perché la primavera può diventare turbolenta

Alla base di questa situazione troviamo una configurazione atmosferica particolare, spesso definita palude barica. In pratica, manca un dominio netto sia dell’alta pressione sia di una perturbazione ben organizzata. L’anticiclone tenderà a spostarsi verso il Nord Europa, lasciando il Mediterraneo e quindi l’Italia esposti all’ingresso di correnti più fresche provenienti da est e nord-est, con aria in arrivo dai Balcani.

In primavera, una dinamica del genere può risultare particolarmente vivace. Il motivo è semplice: il sole delle ultime settimane ha già riscaldato suolo e mari. Quando aria più fredda scorre sopra questi strati più caldi, si crea un forte contrasto che favorisce lo sviluppo di temporali anche intensi, spesso accompagnati da grandinate. È il classico meccanismo degli scambi meridiani, molto più frequente in Primavera rispetto ad altre stagioni. E considerando che già dalla seconda metà di Aprile si sono visti i primi episodi di forte instabilità, il quadro resta piuttosto dinamico.

 

Dal 28 Aprile: tornano rovesci e temporali

I primi segnali concreti del cambiamento si noteranno nel pomeriggio di Martedì 28 Aprile, quando l’instabilità inizierà ad aumentare progressivamente. Questa fase proseguirà almeno fino al 30 Aprile, senza pause significative. Le temperature subiranno una diminuzione rispetto ai valori quasi estivi del weekend, con cali compresi tra 3 e 8 gradi a seconda delle zone. Più che il fresco, però, saranno i fenomeni a farsi notare: rovesci improvvisi, fulmini e locali grandinate in un contesto variabile e spesso movimentato.

 

Nord più esposto, ma attenzione anche al Sud

Come spesso accade in primavera, la Val Padana sarà tra le aree più coinvolte. Qui le condizioni favoriscono lo sviluppo di temporali anche forti, complice l’aria più calda nei bassi strati e la ventilazione ridotta. Questa volta, però, l’instabilità non risparmierà del tutto il Sud: le zone interne della Campania e l’Appennino saranno tra le più interessate, con qualche episodio che potrà raggiungere anche Calabria e Sicilia, seppur in modo più irregolare.

 

Ponte del 1° Maggio: fase ancora incerta ma instabile

Lo sguardo si sposta poi verso il Primo Maggio e i giorni successivi, quando la situazione resterà piuttosto movimentata. L’alta pressione continuerà a rimanere defilata verso il Nord Europa, mentre correnti più fresche cercheranno di raggiungere la Penisola. In questo contesto, l’Italia si troverà in una zona di incontro tra masse d’aria diverse, una condizione favorevole allo sviluppo di nuovi temporali.

Per Giovedì 1° Maggio sono attesi fenomeni sparsi, soprattutto al Nord. Il periodo più instabile potrebbe però arrivare tra il 3 e il 4 Maggio, quando l’energia accumulata nei giorni precedenti potrà alimentare episodi anche intensi. In generale, ci aspettano giornate variabili, con piogge frequenti ma non continue. La situazione tenderà a migliorare solo gradualmente.

L’atmosfera, insomma, resterà vivace e imprevedibile ancora per diversi giorni, prima di ritrovare un equilibrio più stabile.

 

Questo contenuto è stato elaborato sulla base degli ultimi aggiornamenti dei modelli ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e GFS (Global Forecast System), utilizzati per interpretare l’evoluzione delle condizioni meteo.

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