Meteo: da lunedì cambia lo scenario, arrivano piogge e temporali

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 10-04-2026

Da lunedì cambia lo scenario meteo con temporali in arrivo

 

In questi giorni gran parte dell’Italia sta vivendo un clima decisamente anomalo, con temperature che ricordano la fine di maggio o l’inizio di giugno, soprattutto tra le vallate alpine, la Pianura Padana e la Sardegna. Questo caldo fuori stagione è piacevole, ma nasconde anche un lato meno evidente: tutta l’energia accumulata negli strati bassi dell’atmosfera diventa il carburante perfetto per lo sviluppo dei temporali. Con l’arrivo di aria più fresca e instabile a contatto con masse d’aria calde e umide, i contrasti saranno molto marcati. Da lunedì, con qualche segnale già possibile da domenica, si aprirà la stagione convettiva sul Nord Italia.

 

Pianura Padana e Alpi al centro dell’attività temporalesca

La Pianura Padana insieme alle Alpi rappresenta una delle aree più esposte ai temporali in Italia, con i maggiori accumuli di pioggia che si concentrano tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno. Da ora in avanti questi fenomeni torneranno con una certa frequenza ogni volta che arriverà aria più fredda in quota o perturbazioni da ovest e sudovest. Il meccanismo è ben noto: l’aria fredda scavalca le Alpi e si riversa sulla pianura già calda e carica di umidità, dando origine a intensi moti verticali. Nascono così i cumulonembi, nubi imponenti che crescono rapidamente e portano piogge abbondanti, raffiche di vento e spesso anche grandine.

Più si scende verso sud, più la situazione cambia. Con l’arrivo di maggio, i temporali tendono a diminuire, fino quasi a scomparire in giugno, quando restano confinati soprattutto alle zone interne in presenza di instabilità. Al Nord invece i fenomeni continuano a interessare anche pianure e coste per tutta la stagione calda, con l’eccezione della Liguria dove tra giugno e luglio le piogge risultano più scarse.

 

Bolzano e Aosta tra le città più calde

In questi giorni Bolzano e Aosta si sono distinte come le città più calde d’Italia, nonostante la loro posizione settentrionale. Il motivo è legato alla conformazione del territorio: l’aria che scende dai rilievi si comprime e si riscalda ulteriormente, mentre le vallate favoriscono un forte riscaldamento durante il giorno in presenza di alta pressione. Questo effetto amplifica il caldo, ma con l’arrivo dei temporali può diventare anche un elemento di maggiore criticità.

 

Grandine in aumento e sempre più intensa

Con l’avvio della stagione dei temporali torna anche il rischio grandine, soprattutto al Nord Italia, dove ogni anno si verificano episodi anche rilevanti. Le nubi temporalesche più sviluppate riescono ad accumulare grandi quantità di ghiaccio prima di scaricarle al suolo. Con il passare delle settimane i chicchi possono diventare più grandi, raggiungendo il picco tra metà e fine giugno, durante luglio e agosto. A settembre il fenomeno tende a ridursi al Nord, mentre aumenta al Sud. In aprile gli episodi sono generalmente più contenuti, ma non si possono escludere eventi intensi viste le condizioni attuali. In passato si sono già verificate grandinate molto forti anche in questo periodo.

Il Cambiamento Climatico ha contribuito a rendere le grandinate più frequenti e più violente. Un aspetto poco considerato riguarda anche gli animali selvatici: gli uccelli, ad esempio, possono trovarsi esposti senza riparo e subire danni anche gravi durante gli eventi più intensi.

 

Fenomeni intensi tra vento e possibili tornado

I temporali più intensi possono assumere la forma di supercelle, strutture organizzate capaci di durare a lungo grazie a una rotazione interna. Questi sistemi possono generare raffiche di vento molto forti, note come downburst, con velocità che possono superare i 150 km orari, oltre a grandine di grandi dimensioni e piogge abbondanti. In alcuni casi, anche in Italia, possono svilupparsi trombe d’aria o tornado, eventi rari ma possibili. Più comuni sono invece le trombe marine, che si formano sul mare e nella maggior parte dei casi si dissolvono prima di raggiungere la terra. Episodi simili si osservano talvolta anche sui laghi del Nord, generalmente senza conseguenze rilevanti.

 

Ritorno della neve sulle Alpi

Oltre ai temporali in pianura, l’arrivo di aria più fresca porterà nuovamente la neve sull’arco alpino. Il calo delle temperature favorirà precipitazioni nevose a quote medio alte, con accumuli anche consistenti in alcune aree, regalando un ultimo scenario invernale alle località di montagna.

 

La primavera può ancora sorprendere

L’inizio della stagione temporalesca non significa che il freddo sia definitivamente alle spalle. Masse d’aria più fredde possono ancora raggiungere l’Italia anche in piena primavera. È già successo in passato, come nel 2019 quando a inizio maggio si registrarono nevicate a bassa quota al Nord e temperature molto basse su gran parte del Paese. Episodi simili si verificarono anche nel 1991 e nel 1984, con condizioni insolitamente fredde e piovose. Eventi rari, certo, ma non impossibili. La primavera resta una stagione dinamica e spesso imprevedibile.

 

Questo contenuto è stato elaborato sulla base degli aggiornamenti dei principali modelli previsionali come ECMWF (European Centre for Medium Range Weather Forecasts) e GFS (Global Forecast System), utilizzati per interpretare l’evoluzione del tempo nei prossimi giorni.

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