A partire da giovedì 26, l’Italia sarà interessata da 72 ore di clima da pieno inverno.

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 23-03-2026

Da giovedì 26 ci aspettano tre giorni di tempo da pieno inverno.

 

Tre giornate che ricordano in tutto e per tutto febbraio, almeno dal punto di vista delle temperature. Il quadro meteo europeo è infatti pronto a cambiare in modo netto. Una massa d’aria fredda, tipica delle ultime fasi invernali, si appresta a scendere verso il continente.

È ancora presto per stabilire con esattezza intensità e traiettoria, ma le ultime elaborazioni mostrano una tendenza ormai piuttosto chiara verso un ritorno del freddo fuori stagione. Le zone più coinvolte saranno quelle dell’Europa centro orientale, ma anche l’Italia verrà interessata in maniera significativa.

 

Cosa sta succedendo

L’attenzione è puntata sull’alta pressione di origine atlantica. Invece di distendersi verso est come spesso accade, tenderà a spingersi verso latitudini più alte. Questo movimento favorirà la discesa di correnti fredde lungo il suo bordo orientale, aprendo di fatto un corridoio per l’aria artica diretta verso sud.

 

Queste masse d’aria, con il passare dei giorni, potrebbero raggiungere anche l’Italia entro la fine della prossima settimana. Tra le varie ipotesi, una delle più rilevanti prevede la formazione di una vasta area di aria fredda isolata, destinata a rimanere sulla nostra Penisola per alcuni giorni.

 

In questo scenario le temperature si porterebbero al di sotto della media del periodo, pur senza configurare situazioni estreme. Non si parla quindi di gelo intenso o nevicate eccezionali, ma di un raffreddamento comunque sensibile e persistente.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare

Se questa configurazione dovesse concretizzarsi, l’Europa centrale vivrebbe una fase fredda importante, con valori in quota paragonabili a quelli di pieno inverno. In Italia l’effetto delle Alpi limiterà in parte l’ingresso dell’aria più fredda, ma le temperature resteranno comunque inferiori alla norma.

 

Le regioni adriatiche saranno quelle più esposte alle correnti fredde provenienti da est. Per quanto riguarda le precipitazioni, il quadro resta incerto. Anche piccoli cambiamenti nel percorso dell’aria fredda possono modificare sensibilmente la distribuzione delle piogge tra le diverse regioni.

 

Al momento, le proiezioni indicano un maggiore coinvolgimento del Centro e del Sud, mentre il Nord potrebbe restare più ai margini, soprattutto nelle aree occidentali, come suggeriscono anche le mappe attuali.

 

Clima compromesso a lungo?

Guardando verso l’inizio di aprile, i modelli non mostrano un ritorno deciso dell’alta pressione. Questa rimarrebbe posizionata su latitudini settentrionali, lasciando spazio a nuove infiltrazioni di aria fredda verso l’Italia.

 

Il risultato potrebbe essere una fase ancora instabile, con temperature più vicine a quelle di inizio marzo che a un vero clima primaverile. In sostanza, l’avvio del prossimo mese rischia di essere piuttosto incerto. Per capire quando torneranno condizioni più miti e tipicamente primaverili, sarà importante seguire i prossimi aggiornamenti meteo.

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