Meteo - Epifania con vento, pioggia, freddo e neve su mezza Italia, anche in pianura

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 04-01-2026

Ciclone artico senza tregua: due giorni di neve su tutte le regioni

Dopo una lunga assenza l’inverno torna protagonista

L’Italia si prepara ad affrontare una fase invernale autentica e decisa, una di quelle sempre più rare negli ultimi anni, soprattutto nel pieno di Gennaio. Il quadro sinottico che si sta delineando richiama configurazioni atmosferiche che mancavano da tempo. Un evento paragonabile, in prossimità dell’Epifania, si verificò nel 2017, ma allora le nevicate interessarono quasi esclusivamente il Sud, lasciando gran parte del Centro e del Nord in condizioni marginali.

Questa volta lo scenario è nettamente differente. L’azione perturbata appare più estesa, meglio strutturata e soprattutto più duratura. La dinamica in arrivo è destinata a riportare la neve anche su aree che negli ultimi inverni erano rimaste spesso a secco di eventi significativi. Si tratta di una svolta stagionale evidente, che segna un ritorno a un inverno più coerente.

 

Un vortice freddo pronto a insistere sull’Italia

Non si tratta del classico passaggio veloce di una perturbazione. Le ultime elaborazioni dei modelli indicano la formazione di un ciclone destinato a rimanere bloccato sull’Italia per diversi giorni. Tra Martedì 6 Gennaio e Giovedì 8 Gennaio la struttura depressionaria potrebbe stabilizzarsi sulla Penisola, alimentata costantemente da aria molto fredda di origine artico continentale.

Questo aspetto rappresenta il cuore dell’intera evoluzione. La lunga permanenza del vortice ciclonico costituisce il fattore chiave dell’evento. Più giorni consecutivi caratterizzati da temperature rigide, precipitazioni diffuse e neve non sono più frequenti negli ultimi inverni. Proprio questa durata aumenta il potenziale per accumuli significativi al suolo.

 

L’ingresso dell’aria fredda dai settori occidentali

Il raffreddamento atteso non proviene dai quadranti orientali, come accade durante le classiche irruzioni di burian, ma da ovest. Le masse d’aria gelida scorrono attraverso la Valle del Rodano e la Porta di Carcassonne, una configurazione storicamente favorevole alle nevicate a bassa quota sulle regioni del Centro Nord, soprattutto in presenza di una depressione attiva sul Mediterraneo.

Da tempo non si osservava un’irruzione artica con una traiettoria simile. Questo tipo di afflusso favorisce il raffreddamento degli strati più bassi dell’atmosfera, creando un efficace cuscino freddo che permette alla neve di raggiungere la pianura, in particolare nelle zone interne e lungo l’alto Adriatico.

 

Il minimo depressionario si consolida sul Tirreno

Il vortice comincia a prendere forma tra Sabato 4 Gennaio e Domenica 5 Gennaio sul Mediterraneo occidentale. Successivamente viene richiamato verso il medio alto Tirreno, dove raggiunge la massima intensità entro Martedì 6 Gennaio. È in questa fase che l’Italia entra nel periodo di maggiore instabilità.

Cieli coperti, precipitazioni diffuse e un deciso calo delle temperature interessano gran parte del territorio. La quota neve, inizialmente incerta, tende a stabilizzarsi tra la Toscana settentrionale e le Marche settentrionali. Più a sud i venti meridionali mantengono valori termici leggermente più elevati, mentre al nord il freddo riesce a dominare senza difficoltà.

 

Martedì 6 gennaio con neve abbondante fino in pianura

La giornata dell’Epifania si preannuncia come la più dinamica dell’intera fase. Le nevicate coinvolgono diffusamente l’Emilia Romagna, l’alta Toscana, le Marche settentrionali, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. In molte aree la neve riesce a spingersi fino al piano, con accumuli localmente rilevanti.

Sul settore emiliano romagnolo, in particolare tra bolognese, riminese, forlivese, ravennate e pesarese, gli accumuli possono superare i 20 cm nelle zone pedemontane, mentre in pianura sono attesi valori compresi tra 5 e 10 cm. Sull’Appennino toscano le nevicate risultano molto abbondanti, con quantitativi superiori al mezzo metro alle quote più elevate.

Fenomeni nevosi interessano anche il carrarese, il fiorentino e l’aretino, con la possibilità di fiocchi anche su Firenze durante la giornata. Nel frattempo le precipitazioni si estendono al Nord Est, con imbiancate su Veneto e Friuli Venezia Giulia e accumuli medi di 2 e 4 cm in pianura. Nevicate più deboli raggiungono anche Trentino Alto Adige e Lombardia.

 

Mercoledì 7 gennaio il freddo conquista il Centro

Con Mercoledì 7 Gennaio lo scenario evolve. Al Nord i fenomeni tendono ad attenuarsi, mentre l’instabilità si sposta con decisione verso il Centro. Rimane il rischio di neve sul Triveneto e sull’Emilia Romagna, con precipitazioni più deboli ma nevose fino al piano e lungo le coste dell’alto Adriatico.

La massa d’aria fredda avanza progressivamente verso sud. La quota neve si abbassa sensibilmente su Marche, bassa Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo, con fiocchi possibili fino a 200 o 400 metri e locali sconfinamenti a quote inferiori durante i rovesci più intensi.

Nel Lazio prende forma anche la possibilità di nevicate in serata o nella notte su Roma, soprattutto nei settori più interni e collinari della città. Si tratta di un’ipotesi legata a dettagli termici ancora da definire, ma che evidenzia la forza dell’irruzione fredda in atto.

 

Giovedì 8 gennaio verso un lento miglioramento

Nel corso di Giovedì 8 Gennaio il ciclone comincia gradualmente a indebolirsi. Al Nord Est persistono residue nevicate deboli, mentre al Centro le condizioni atmosferiche tendono a migliorare con il passare delle ore.

Il Sud Italia rimane invece interessato dagli ultimi impulsi instabili. Nevicate in collina coinvolgono Molise, Campania, Puglia settentrionale e Basilicata. Una chiusura pienamente invernale che suggella una delle fasi più fredde e nevose degli ultimi anni.

 

Tendenza successiva all’8 gennaio

Tra Venerdì 9 Gennaio e Sabato 10 Gennaio il vortice e l’aria polare iniziano ad arretrare. Le temperature risalgono lentamente, senza tuttavia tornare su valori miti. L’atmosfera resta dinamica e favorevole a nuovi impulsi freddi nel prosieguo del mese. Gennaio mostra così un volto pienamente invernale, con la concreta possibilità di ulteriori sorprese.

 

Credit Le previsioni meteo sono basate sui dati dei centri di calcolo ECMWF European Centre for Medium Range Weather Forecasts e del GFS Global Forecast System, analizzati e verificati dal nostro team di esperti.

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