SWAN: la meravigliosa cometa cigno ora visibile anche dall'Italia

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Video - Pubblicato il 16-05-2020

Un'immagine della cometa SWAN

Dallo spazio interstellare è arrivato un "iceberg di ghiaccio" che sembra promettere uno spettacolo meraviglioso.
Stiamo parlando della spettacolare cometa SWAN (cigno in inglese), scoperta per puro caso nel mese di aprile da un astrofilo australiano.
Sono già state effettuate delle riprese dell'affascinante oggetto, che potete vedere nel video che vi proponiamo qui sopra.

E' recentissima la notizia che il "bolide luminosissimo" ha raggiunto la sorprendente magnitudine di 5.3, tanto da essere osservabile a occhio nudo (la magnitudine misura il grado di luminosità di un corpo celeste).
Mercoledì 13 ha raggiunto la distanza più vicina alla Terra (perigeo) e a fine mese quella più vicina al sole (perielio).
In questi giorni Swan ha "raggiunto" il nostro EMISFERO e quindi anche noi possiamo finalmente vederla.

QUANDO E DOVE VEDERLA

Dall'8 maggio ha iniziato a essere visibile all’alba sul nostro Paese (circa alle 04.30), bassa sull’orizzonte est e nord-est.
A partire da lunedì 18 potremo osservarlo sia la sera a Nordovest, subito dopo il tramonto (circa alle 21.50), sia poco prima dell’alba a Nordest.

LE PREVISIONI METEO.
Lunedì 8 maggio, dopo il tramonto, il cielo risulterà spesso coperto sulle regioni centro-meridionali e sulla Sardegna; le condizioni meteo invece saranno più favorevoli al Nord, specie sulla Pianura Padana Centro-Orientale e sulla Liguria. Sul resto delle regioni una lieve nuvolosità potrà dare qualche fastidio durante l'osservazione.

Da lunedì 25 la cometa sarà circumpolare per l’Italia settentrionale, quindi visibile tutta la notte, dal tramonto all’alba. Sarà sempre molto bassa sull'orizzonte e difficile da vedere se l’atmosfera non sarà più che trasparente.
Se continuerà a questo ritmo la magnitudine (che diminuisce man mano che un oggetto è via via più luminoso) potrebbe arrivare fino a 3, rendendo SWAN una super cometa che illuminerà la Terra. Verso la fine di maggio, in concomitanza con il punto più vicino al sole salirà ulteriormente sopra il nostro orizzonte raggiungendo la costellazione di Perseo.
La chioma di questo affascinante pezzo di ghiaccio è di un colore verde brillante, mentre mostra già una lunga (e inaspettata) coda di ioni di colore blu.

"Varrà la pena cercare di osservarla perché potrebbero esserci delle sorprese - afferma Albino Carbognani ricercatore dell'Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio dell'INAF di Bologna - La luminosità di una cometa non è una scienza esatta: non conosciamo le condizioni fisiche del nucleo. Il 27 maggio sarà al perielio, cioè nel punto della sua orbita più vicino al Sole, ed è possibile che ci siano degli aumenti di visibilità tali da renderla molto ben visibile a occhio nudo".

La nostra speranza è che SWAN non faccia la stessa fine di ATLAS, ma si sa....le comete sono tra gli oggetti interplanetari più imprevedibili e sorprendenti.

Su Venere le nuvole potrebbero ospitare forme di vita

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Scienza - Pubblicato il 15-05-2020

Venere ha dimensioni simili alla Terra e 4 miliardi di anni fa ospitava anche oceani.

Gli esobiologi hanno immaginato forme di vita adatte quasi a tutti i corpi del sistema solare, ma non hanno mai preso in considerazione Venere. In effetti, la sua atmosfera velenosa di anidride carbonica e acido solforico e l'effetto serra, che mantiene una temperatura superficiale sufficiente a fondere il piombo, non lo rendono un pianeta particolarmente ospitale.

Secondo Dirk Shulze-Makuch e Luis Irwing, dell'Università del Texas, l'atmosfera di Venere è invece relativamente abitabile e potrebbe ospitare un grande numero di batteri. "Dal punto di vista dell'astrobiologia, Venere non è senza speranza," dicono i ricercatori, che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista "New Scientist".

La presenza dei batteri sarebbe in grado di spiegare alcune peculiarità della composizione chimica dell'atmosfera venusiana. Usando i dati delle missioni spaziali russe Venera e delle sonde statunitensi Pioneer Venus e Magellan, i ricercatori hanno studiato l'alta concentrazione di goccioline di acqua nelle nuvole di Venere. In questo modo è stato possibile individuare alcune peculiarità che potrebbero essere facilmente spiegabili con la presenza di microbi.

Per esempio, si sono viste tracce di solfuro di idrogeno e di biossido di zolfo, due gas che reagiscono l'uno con l'altro e che non possono coesistere se non vengono continuamente prodotti. Inoltre, nonostante l'alta irradiazione solare e i frequenti lampi, l'atmosfera di Venere non contiene quasi monossido di carbonio, suggerendo che qualche cosa lo stia rimuovendo. I ricercatori hanno suggerito quindi nelle nuvole venusiane potrebbero essere al lavoro batteri che combinano il biossido di zolfo con monossido di carbonio in un metabolismo simile a quello delle forme di vita terrestri più primitive.

La nuova teoria è stata però accolta con grande scetticismo dalla maggior parte dei ricercatori. Un primo elemento a sfavore è il fatto che le goccioline di acqua in sospensione non sembrano essere sufficienti a sostenere la vita.

Gran caldo in Sicilia, primi +40°C del 2020 in Europa

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 15-05-2020

Gran caldo in Sicilia, sfondati i +40°C

L'ondata di calore colpisce duramente la Sicilia, oggi sfondato il muro dei +40°C fra palermitano e messinese tirrenico

Dopo il record registrati ieri dalla stazione meteorologica dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, che ha registrato una massima di ben +39,4°C, oggi in molte località della costa tirrenica siciliana, grazie al soffio dello scirocco, che scivola dalle ripide vallate delle Madonie, dei Nebrodi e dei Peloritani, si stanno registrando temperature ben più elevate delle tipiche medie estive, fra luglio e agosto.


Sfondato il muro dei +40°C fra messinese e palermitano

In alcune località sono stati registrati persino valori record per il mese di maggio. La stazione meteorologica di Patti, gestita dal Sias (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano), poco fa ha registrato una temperatura massima di ben +40,3°C.

Oltre a stabilire il nuovo record mensile di caldo per il mese di maggio, i +40,3°C registrati a Patti stabiliscono la temperatura massima più elevata registrata in tutto il territorio europeo dall’inizio del 2020. Finora nessuna località del vecchio continente è riuscita a sfondare la soglia dei +40°C. La soglia dei +40°C è stata superata pure nel palermitano dalla stazione di Misilmeri che ha raggiunto i +40,2°C.

Tutto ciò viene favorito dal fatto che in queste situazioni il flusso d’estrazione sahariano, caratterizzato da masse d’aria molto calde e secche in quota (fra 1500 e 4000 metri di altezza), presenta una consistente “energia cinetica” (vento termico) che gli permette di superare di slancio il crinale montuoso delle Madonie, Nebrodi e Peloritani, per scivolare velocemente sulle sottostanti aree costiere del versante tirrenico.

Il vento di scirocco è costretto a scendere dai crinali di Madonie, Nebrodi e Peloritani, per “canalizzarsi”, rafforzandosi ulteriormente, all’interno delle più importanti vallate che degradano sul mar Tirreno. Ciò dà origine a turbolenti raffiche di caduta (effetto favonico), dai rilievi del vicino retroterra, che oltre a superare picchi di ben 40 km/h, localmente anche 50-60 km/h, danno luogo ad un sensibile incremento termico (innescato dalla “compressione adiabatica” della massa d’aria sub-tropicale schiacciata verso il basso).

Per questo motivo in molte località, tra palermitano e messinese tirrenico, le intense raffiche di scirocco hanno fatto schizzare i termometri oltre i +36°C +38°C, con un radicale abbassamento dei tassi di umidità relativa, attestati sul 30-25 %. Tale situazione, purtroppo, sta alimentando i tanti incendi appiccati dalle solite mani criminali dei piromani. In queste ore un grave incendio sta minacciando l'abitato di Spadafora, nel messinese, dove le fiamme spinte dal forte vento hanno raggiunto il centro abitato.

Nel weekend tornerà di nuovo lo scirocco

Lo scirocco continuerà a soffiare fino alla prossima notte e le prime ore del mattino di domani, prima di essere sostituito, domani, da una più tiepida ma umida ventilazione settentrionale che farà abbassare i termometri, pur mantenendoli su valori di +4°C +5°C sopra le medie del periodo. Ma si tratterà di una pausa di poco meno di 24 ore, visto che già sabato 16 maggio lo scirocco tornerà a soffiare su tutto il messinese, con un nuovo aumento termico.