Giorni della Merla a fine mese. Saranno davvero i più freddi?

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Attualita - Pubblicato il 23-01-2021

Inverno finora segnato da varie irruzioni fredde, ma è mancato il grande evento solo sfiorato di recente.

Giorni della merla in arrivo

Freddo e neve non sono certo mancati in quest’inverno, diversamente dalla stagione invernale di un anno fa. Di recente sono arrivate le correnti dalla Russia, ma il grande gelo si è fermato appena alle porte dell’Adriatico. Ci potrebbe quindi ancora essere spazio per irruzioni gelide più importanti.

Ci avviamo verso la fine di gennaio, dove ricadono i famosi Giorni della Merla, che sulla base della tradizione dovrebbero essere quelli più freddi dell’anno. Si tratta degli ultimi tre giorni di gennaio, ma in qualche caso risultano il 30, 31 gennaio e primo febbraio, secondo diverse leggende antiche.

Ci si chiede se la tradizione verrà o meno rispettata, ma chiaramente non sempre il proverbio della Merla trova riscontro. Al momento le proiezioni lasciano intendere che, dopo una pausa più mite, negli ultimi giorni di gennaio potrebbe tornare a fare freddo.

Tuttavia non è atteso il gelo e non si tratterebbe pertanto dei giorni più davvero più freddi dell’anno. Salvo sorprese. Naturalmente ogni anno fa storia a sé e non sempre il periodo più freddo dell’anno si concentra a fine gennaio.

Non sarebbe la prima volta che gli inverni smentiscono la tradizione di un fine gennaio freddo. Ciò è successo spessissimo anche negli anni passati. Per trovare un’imponente e celebre irruzione gelida che cadeva nei giorni della Merla, bisogna tornare indietro al fine gennaio 1999.

Ancora maltempo Domenica, altra pioggia, vento e neve

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 22-01-2021

Piogge, temporali, vento, mareggiate e neve ma anche schiarite. Tempo molto dinamico nei prossimi giorni. Lunedì potrebbero tornare le nevicate in pianura al nord. Ecco le previsioni fino ai primi di febbraio.

Ancora neve in montagna, sia sulle Alpi che in Appennino, lunedì possibili fiocchi in pianura. Alcuni cervi vagano alla ricerca di cibo.

Corrono veloci le perturbazioni atlantiche, non a caso si usa il termine treni di perturbazioni. Via una sotto l’altra, sono vere e proprie onde, sia da un punto di vista degli effetti di maltempo, sia nel campo termico.

Ora siamo in una fase di richiamo caldo e il limite delle nevicate in Appennino e al nord est ne risente, ci sono vari allerta meteo in corso, ma già sabato le temperature in quota caleranno. Lunedì 25 tornerà a fare il suo ingresso l’aria polare. Potrebbe ricomparire la neve in pianura.

Situazione sinottica

Una vasta e profonda depressione coinvolge l’intera Europa. Il profondo minimo principale di 960 hPa si trova sulla Norvegia. In Italia ora dominano le correnti miti da SW prefrontali, con un fronte quasi stazionario che precede un lungo fronte ondulato esteso dalla Scandinavia al Portogallo.

Interessante notare che nel transito si formeranno dinamici minimi secondari alla mesoscala, accentuando ulteriormente la ventilazione specie sui mari settentrionali italiani.

In quota nell’ambito delle onde si nota poi un minimo di 530 hPa sul nord Italia sabato notte, con ulteriore calo del geopotenziale fino a 520 hPa domenica e irruzione di isoterme fra -30 e -35°C lunedì. In seguito le correnti si disporranno da N-NW e aria polare più secca porterà a un miglioramento specie al centro nord

Sabato 23 gennaio tanta neve sulle Alpi

Sabato 23 mattina le Alpi centro orientali si svegliano sotto fitte nevicate, la quota neve torna a scendere nei fondovalle, oltre i 400-600 m. Migliora già in mattinata su Alpi marittime, Piemonte e Liguria di ponente mentre piove in parte della Lombardia, Emilia Romagna, pianura veneta e friulana, anche con rovesci.

Nevicate anche in Appennino tosco emiliano oltre 600-800 m, con bufere lungo lo spartiacque. Attenuazione fenomeni nel pomeriggio, con rapide schiarite da W a E.

Forte vento di libeccio con mareggiate nelle coste liguri e toscane. Per il resto al centro rovesci in mattinata in esaurimento su Toscana e Lazio dove avanzano schiarite, passaggio a variabilità anche fra Umbria e Marche, restano nevicate oltre 1000 m circa in Appennino centrale fra Abruzzo e Molise. Maestrale impetuoso con variabilità sulla Sardegna.

Tempo molto dinamico anche al sud, al mattino rovesci e temporali dalla Campania alla Calabria tirrenica, e anche su Sicilia, in giornata variabilità ventosa con calo temperature che porta la neve sulle montagne più alte calabro lucane e sull’Etna. Variabile sulla Puglia, riparata dalle correnti da SW

Domenica 24 riprende il maltempo

Situazione capovolta domenica, che dalla variabilità del mattino vedrà arrivare di gran carriera piogge e temporali sul centro e Sardegna, neve lungo l’Appennino settentrionale anche fino a 400 m nel settore emiliano, piogge fra Emilia Romagna e Veneto. Sulle Alpi qualche nevicata si esaurirà in fretta, lasciando spazio a schiarite e temperature in calo.

Tornando al centro, rovesci e temporali anche intensi un po’ su tutte le regioni con alcune ore di bufere di neve nell’Appennino centrale anche fino a 600 m, altrettanto rapido nel pomeriggio migliora con schiarite e tanto tanto vento ovunque.

Tempo instabile perturbato anche al sud, piogge e temporali transitano veloci, preceduti e seguiti da venti di burrasca.

Temperature in calo, aria più frizzante, ma non particolarmente freddo per la stagione, anche se al nord localmente si scende a -2, -4°C al nordovest dove vi saranno più schiarite. Di giorno dai 10°C del nord a 14-16°C al centro sud.

Lunedì neve in Emilia Romagna e al centro?

Lunedì al nordovest e Liguria dopo bufere di neve nella notte sulle Alpi occidentali di confine, i venti di caduta da NW portano schiarite e limpido, ma al nordest tornano tante nubi, con nevicate in Appennino Romagnolo e Tosco Emiliano fino a bassa quota. ECMWF ipotizza, e ne confermiamo la possibilità, deboli nevicate anche in pianura su Emilia Romagna e Veneto meridionale, in esaurimento al pomeriggio.

Al centro altri rovesci su Toscana e Lazio, e neve sull’Appennino umbro, Abruzzo e Molise oltre 500-600 m. Al sud variabile al mattino e rovesci e temporali al pomeriggio si muoverano da Campania e Puglia settentrionale a Calabria, Basilicata e Sicilia.

Temperature in diminuzione al centro nord, ancora non freddo al sud.

Tempo più stabile da martedì 26

Da martedì a giovedì in genere torna il sole, anche al nord per alcuni giorni avremo cielo limpido ed aria più pulita grazie ai venti da nord. Martedì e mercoledì più freddo ovunque, con gelate al nord, fino a -5,-6°C e anche al centro, inclusa Roma dove si prevede una temperatura minima di -2°C.

A fine mese probabile fase più mite in contraddizione con i famosi Giorni della Merla, che sulla base della tradizione dovrebbero essere quelli più freddi dell’anno.

Argentina, ecco i video del forte terremoto di stanotte a San Juan

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Video - Pubblicato il 19-01-2021

Argentina, ecco i video del forte terremoto di stanotte a San Juan

Ieri notte in Argentina è stato registrato un terremoto di magnitudo 6,4: è il sisma più importante degli ultimi decenni nella regione di San Juan, avvertito in diversi luoghi come Córdoba, Rosario e Buenos Aires.

Il terremoto più importante degli ultimi tempi in Argentina ha scosso la provincia di San Juan lunedì notte ed è stato avvertito in diverse aree del paese come Mendoza, San Luis, Córdoba, Tucumán, Rosario e Buenos Aires. L'evento ha avuto epicentro 54 km a sud-ovest della capitale San Juan, alle 23:46 (ora locale), ed ipocentro ad una profondità di 8 km, secondo l'INPRES (Istituto nazionale per la prevenzione sismica).

Sui social network la reazione delle persone è stata immediata e sono state pubblicate numerose foto e video che mostrano gli effetti del sisma, dalle crepe nelle case all'oscillazione dei lampadari, o dell'acqua delle piscine, anche in luoghi lontani come Córdoba e Buenos Aires.

Dopo il terremoto principale ci sono state una serie di scosse di assestamento, anche se di minore entità, di magnitudo 4.4, 4.9 e 4.1. Questi eventi si sono verificati nelle prime ore di martedì 19 gennaio ed hanno colpito la città di San Juan e le città di Caucete, Mirayes, Barreal come informa INPRES.

La direttrice dell'istituto, Patricia Alvarado, ha precisato che il terremoto è stato registrato nel dipartimento di Pocitos, nel sud-ovest di San Juan. Alvarado ha affermato che vista la portata del sisma era "previsto" che il movimento si sarebbe fatto sentire in diverse province e ha aggiunto che si stanno analizzando possibili danni agli edifici.

La situazione nella provincia di San Juan

“In questo momento voglio trasmettere calma alle famiglie, dopo il terremoto che abbiamo vissuto a San Juan. Mettiamo in pratica tutte le misure che abbiamo imparato per prevenire incidenti, mentre continuiamo nel lavoro di verifica per capire qual è stato l'impatto del sisma", ha detto il governatore locale Sergio Uñac non appena si è verificato il fenomeno.

Questa mattina il governatore provinciale ha tenuto una conferenza stampa per comunicare il primo rapporto ufficiale sui danni causati nella sua provincia. "Dobbiamo purtroppo informare di due bambini con ferite di gravità moderata e un adulto con un trauma grave che è stato trasferito in ospedale", ha detto. Finora non sono stati segnalati decessi, quindi si tratterebbe solo di perdite materiali. "È probabile che ci possano essere scosse di assestamento, per questo bisogna essere prudenti", ha detto.

Non sono stati registrati danni gravi negli ospedali provinciali, sebbene la vaccinazione contro il coronavirus sia stata sospesa per questo martedì.

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