Che affidabilità hanno le previsioni meteorologiche?

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Divulgazione - Pubblicato il 15-09-2019

Che affidabilità hanno le previsioni meteorologiche?

Rispondere a questa domanda non è facile, ormai senza le previsioni sembra impossibile programmare anche un semplice weekend.

Una scienza complessa

Gli eventi climatici appassionano ormai un pubblico sempre più vasto, tanto che a Rovereto è addirittura nato il primo festival italiano della meteorologia. La meteorologia, però, è una scienza complessa, ma ancora non regolamentata. Per il momento, infatti, non esiste un albo dei professionisti e chiunque può fare previsioni. Un passo avanti è l’istituzione della laurea in Meteorologia ambientale creato dall’Università di Trento in collaborazione con Innsbruck, che è partito a settembre 2018Iniziative simili si attiveranno anche negli atenei di Roma e Calabria.

Oggi alle previsioni si affidano importanti settori economici del Paese come agricoltura, trasporti, energia e turismo. Ma anche milioni di italiani che senza le previsioni sotto mano non si muovono più né per un weekend né per una visita ai parenti e neanche per stendere il bucato. Il motivo? «I cambiamenti climatici del Pianeta ci spiazzano e ci fanno paura, quindi cerchiamo rassicurazioni nel meteo» spiega Dino Zardi, docente di Fisica dell’atmosfera all’Università di Trento e organizzatore del festival di Rovereto.

Quando e quanto sono affidabili?

I pronostici attendibili si basano su mezzi tecnologici e conoscenze scientifiche di alto livello: i dati vengono raccolti con satelliti, stazioni metereologiche, sonde, e poi rielaborati utilizzando modelli matematici statistici.

L'affidabilità è di circa il 90-95% il giorno prima; 85-90% due giorni prima; 80-85% tre giorni prima; sette giorni prima risulta inferiore al 65%. 

È importante ricordare che quelli riportati sono valori medi. «Nelle giornate di alta pressione e tempo stabile l’affidabilità sale anche al 100%».

Le variabili da tenere in considerazione sono molte e le previsioni attendibili riportano anche grafici e bollettini. Un altro elemento di cui diffidare è la descrizione della situazione ora per ora o in zone molto ristrette (il quartiere di una città, per esempio): con i modelli meteorologici disponibili non è possibile assicurare questa precisione.

E' impossibile anche predire che tempo farà con 15 giorni di anticipo. Attualmente esistono strumenti per farlo, ma le condizioni possono cambiare radicalmente. La percentuale di attendibilità è quindi quasi nulla.

Alla luce di tutto ciò è estremamente importante ricordare che le previsioni numeriche, sebbene impostate su base scientifico-matematica, non hanno ancora carattere deterministico, il che significa che si ha la probabilità che un certo fenomeno atmosferico si verifichi, ma non la certezza che esso si manifesti.
Tutto ciò avviene a causa di un complesso di possibili errori derivanti dalle equazioni impiegate nel modello matematico; altri errori possono manifestarsi nell’impostazione del programma di calcolo, o da errori dovuti al rilevamento dei dati satellitari.

La situazione si complica nell’elaborazione di previsioni affidabili per quanto riguarda l’Italia. Non dobbiamo dimenticare infatti che il nostro Paese ha una struttura morfologica tra le più complesse al mondo, immersa nel bacino del Mediterraneo, attraversata da due catene montuose come le Alpi che la separano dal resto dell’Europa e gli Appennini che la percorrono per tutta la sua lunghezza. Due catene che fanno da barriera alle correnti atmosferiche, da qualsiasi direzioni esse provengano, attivando talvolta una serie di situazioni diverse anche a distanza di pochi chilometri e che purtroppo possono rappresentare un elemento di disturbo a qualsiasi modello matematico di atmosfera.

Malgrado queste incertezze si può tranquillamente affermare che tra tutte le previsioni numeriche quelle valide entro le 24 ore possono considerarsi abbastanza attendibili con una percentuale di affidabilità intorno all’ 85-90%, (valore che tuttavia può calare all’80-85% nel caso di sviluppo di fenomeni convettivi come i temporali di calore).

In conclusione questi sono gli elementi che rendono la meteorologia una scienza inesatta a causa delle svariate variabili che entrano in gioco. A volte è possibile individuare alcuni trend climatici per la stagione successiva, diverse società infatti stanno cercando di utilizzare grandi moli di dati e metodi statistici per cercare di prevedere i trend futuri del clima, ma si tratta di una branca della scienza dai risultati ancora poco pratici e del tutto inaffidabili.

Consigliamo quindi di dubitare fortemente verso chi offre profetiche previsioni a distanze temporali superiori a 3-5 giorni specie con un clima sempre più “altalenante” come quello che abbiamo incontrato negli ultimi anni.