La diminuzione delle nebbie nel mondo minaccia le foreste: ecco perchè

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Attualita - Pubblicato il 11-06-2020

Immagine di una forestaAlcuni ricercatori dell'Università dell'Indiana hanno riportato la prima chiara evidenza del collegamento tra i livelli di nebbia e lo stato della vegetazione acquisita grazie al telerilevamento.

Studi recenti hanno potuto dimostrare come i cambiamenti climatici stiano incidendo nella diminuzione delle nebbie in varie parti del pianeta, con conseguenze dirette nei vari ecosistemi. La diminuzione della nebbia fa male alle piante e ora i dati satellitari ci aiutano a misurare questa minaccia su questi ecosistemi.

Ad evidenziarlo, su un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters gli esperti dell'Indiana University (IUPUI), che hanno riportato la prima chiara evidenza del collegamento tra i livelli di nebbia e lo stato della vegetazione acquisita grazie al telerilevamento.

Sempre meno nebbie nel mondo

"Non era mai stata dimostrata prima l'efficacia delle misurazioni ottenute dai satelliti nello studio degli effetti della nebbia sulla salute ecologica di masse terrestri. Si tratta di un grande progresso tecnologico", afferma Lixin Wang, docente presso la School of Science dell'Indiana University, aggiungendo che il legame tra nebbia e vegetazione deve essere compreso urgentemente perché i cambiamenti climatici stanno riducendo la nebbia in tutto il mondo, dalle foreste di sequoie in California al deserto di Atacama in Cile, fino al deserto del Namib in Namibia.

Perché la diminuzione dei giorni di nebbia minaccia le piante?

"La perdita della nebbia può rappresentare una minaccia per piante e specie di insetti in queste regioni, maggior parte dei quali non esiste altrove", aggiunge Na Qiao, prima firma del documento e studente presso l’Università dell’Indiana.

"La perdita della nebbia può rappresentare una minaccia per piante e specie di insetti in queste regioni, maggior parte dei quali non esiste altrove", aggiunge Na Qiao, prima firma del documento e studente presso l’Università dell’Indiana.

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"L'impatto di questo fenomeno è già molto chiaro. Se riuscissimo a combinare le nostre conoscenze con il supporto dei dati satellitari potremmo potenzialmente influenzare le politiche di protezione ambientale relative a queste regioni più a rischio", continua la ricercatrice.

I dati satellitari come prova della ricerca

"Il nostro studio i basa su dati satellitari ottici e a microonde, ottenuti dalla Nasa e dal Geological Survey degli Stati Uniti, insieme a informazioni sui livelli di nebbia dalle stazioni meteorologiche nelle località gestite dal Gobabeb Namib Research Institute nel deserto del Namib, relative al periodo tra il 2015 e il 2017", spiega Qiao, precisando che dalle misurazioni a microonde è emersa una correlazione significativa tra nebbia e crescita delle piante nei pressi della struttura di ricerca, con un aumento del 60 % nei periodi con nebbia più frequente.

Per valutare lo stato della vegetazione i ricercatori hanno preso in esame i dati ottici, sensibili alle alterazioni del verde delle piante, ma anche quelli basati sulle microonde, per avere informazioni relative alla massa complessiva delle piante, sulla quantità di acqua negli steli e nelle foglie.

Prossimi obiettivi della ricerca

Il prossimo obiettivo sarà studiare l'effetto della nebbia sulla vegetazione in periodi di tempo più lunghi, allo scopo di aiutare le previsioni future anche in altre regioni. Un tempo di riferimento più prolungato potrebbe mostrare una relazione ancora più solida tra nebbia e benessere delle piante e potrebbe aiutarci per previsioni più accurate", conclude Na Qiao.